L' avvento delle nuove punte Multiplex ha semplificato enormemente l'approccio terapeutico delle lassità corporee, riducendo i tempi di esecuzione del trattamento oltre alla percezione dolorifica. Il segreto di ciò sta nell'aumentata superficie di trattamento della punta (16 cmq) ed in una diversa curva termica evocata. L'esperienza personale dei primi mesi conferma queste prerogative a favore delle Multiplex.
Le smagliature, che colpiscono oltre il 90% della popolazione femminile, sono una sorta di vere e proprie cicatrici, di dimensione e lunghezza variabile, che possono comparire in molteplici aree del corpo: seno, addome, glutei, fianchi, braccia, interno delle ginocchia.
Il medico MIM proviene da programma formativo d'eccellenza, certificato dal GIST in collaborazione con Q-Med, che permette di comprendere il mercato, la psicologia e i desideri dei pazienti e le modalità ottimali per proporre Macrolane.
La fotobiomodulazione accorcia i tempi di guarigione dopo il trattamento laser fino al 50%, aumentando il comfort e la soddisfazione del paziente.
A chi vuole perdere qualche anno senza ricorrere al bisturi la medicina estetica viene in aiuto con i cosiddetti filler. Gli impianti cutanei o filler si utilizzano in medicina estetica come sostanze di riempimento per la correzione di rughe e cicatrici depresse e per l'aumento volumetrico di labbra e zigomi.
La sempre crescente richiesta di filler per attenuare gli effetti tipici dell'invecchiamento ha spinto negli anni alla ricerca di un prodotto ideale per questa finalità e privo di effetti collaterali.
Un impianto ideale consiste in una sostanza facile da conservare e somministrare, biocompatibile, non tossica e che abbia una buona durata nel tempo.
In base alla loro durata, i filler vengono classificati in temporali e permanenti.
L'esperienza acquisita nel corso degli anni ha evidenziato gli innegabili vantaggi dei prodotti riassorbibili, in quanto privi di effetti collaterali permanenti.
Gli impianti temporali comprendono prodotti caratterizzati dalla proprietà di essere riassorbibili nel tempo. Si distinguono in biologici (collagene e acido ialuronico) e sintetici (idrogel di nuova generazione a base di alcool polivinilico).
Oltre al collagene animale bovino, capostipite dei filler riassorbibili, il cui uso è andato via via diminuendo per la possibilità di reazioni allergiche (e di conseguenza la necessità di eseguire un test preliminare) e la scarsa durata, in commercio si trovano attualmente un collagene animale suino e un collagene umano.
L'acido ialuronico è uno zucchero, presente in tutte le specie animali e, non possedendo specificità per specie o tessuto, non dà luogo a reazioni allergiche e quindi non richiede test. La sua capacità di captare acqua è indispensabile nella manutenzione del turgore della pelle. Possiede una vita medio-corta ed è metabolizzato dal fegato. Per aumentarne la durata si combina con varie altre molecole sciolte in acqua, per arrivare alla formazione di un gel viscoso che, a seconda della concentrazione, può rimanere nei tessuti dai 3 ai 9 mesi.
La durata del prodotto varia anche a seconda della profondità del difetto trattato, dello stress a cui è sottoposto il tessuto nel luogo di impianto, nonché della profondità e della tecnica di iniezione.
Caratteristica del prodotto è la degradazione isovolemica, il che significa che, mentre alcune molecole di acido ialuronico si degradano, le altre molecole richiamano più acqua, mantenendo inalterato il volume dell'impianto fino alla degradazione totale del materiale.
Oltre al collagene e all'acido ialuronico vengono classificati tra gli impianti temporali anche il tessuto adiposo autologo, ovvero l'impianto di grasso prelevato da una zona donatrice, l'idrossiapatite di calcio, l’acido polilattico e l’alcool polivinilico.
Al gruppo degli impianti permanenti appartengono sostanze che non vengono riassorbite dall’organismo. Questi prodotti, di cui il silicone è stato il capostipite, dovrebbero avere il vantaggio di risolvere il problema clinico in forma definitiva. In realtà è ormai noto il fatto che i cambiamenti del viso sono condizioni dinamiche, difficili da risolvere in maniera assoluta. L’utilizzo di queste sostanze, che sono dei metacrilati, comporta un elevato rischio di effetti avversi, quali indurimenti e formazione di noduli infiammatori, nonché la migrazione locale del prodotto.
Prima di sottoporsi a qualsiasi impianto di filler è importante un’accurata visita medica, che escluda le eventuali controindicazioni alla metodica. Rappresentano controindicazioni assolute le infezioni attuali nel luogo o in vicinanza dell’impianto, le malattie del collagene, le alterazioni della coagulazione congenita o acquisita, le malattie del sistema immunitario, l’herpes labiale attuale o ricorrente, le allergie conosciute al prodotto o ai suoi derivati.
Condizione di partenza ideale per l’impianto di un filler è un’età compresa tra i 30 e i 50 anni, ma si possono avere grandi miglioramenti anche su pelli più attempate o molto giovani, con cicatrici o profonde rughe di espressione. Più importante è lo stato della pelle: quelle ben curate, specie se secche e sottili, sono più facili da correggere rispetto a quelle grasse, a grana più spessa, dove occorre iniettare una maggiore quantità di prodotto. Inoltre, bisogna tenere presente che con il caldo e l'esposizione solare i filler riassorbibili durano meno.
Una volta spianate le rughe (che comunque non scompaiono mai completamente) o ripristinati i volumi, l'espressione risulta distesa. In pratica si può dimostrare qualche anno di meno. Nulla possono, invece i filler contro il rilassamento cutaneo marcato.
La metodica consiste nell'iniettare, mediante aghi sottilissimi, e quindi con sensazione dolorosa scarsa o nulla, a livello del derma superficiale, sostanze perfettamente biocompatibili e totalmente riassorbibili che stimolano le cellule del derma a produrre nuove fibre collagene ed elastiche, oltre a mantenere la normale fisiologia e la giusta idratazione.
Nei trattamenti di biorivitalizzazione cutanea si utilizza una preparazione di acido ialuronico naturale, non modificato chimicamente, ad elevata concentrazione, capace, quindi, di legare una grossa quantità di acqua. Alcune preparazioni associano anche aminoacidi.
La biorivitalizzazione può essere eseguita con due metodiche: la tecnica "Cross-linked" e la tecnica "Picotage" a seconda dei casi e della preferenza del medico che la esegue. Il numero delle sedute e la frequenza varia da paziente a paziente, anche in relazione all'età.