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A cura della Dr.ssa Tiziana Lazzari
A chi vuole perdere qualche anno senza ricorrere al bisturi la
medicina estetica viene in aiuto con i cosiddetti filler.
Gli impianti cutanei o filler si utilizzano in medicina estetica
come sostanze di riempimento per la correzione di rughe e
cicatrici depresse e per l'aumento volumetrico di labbra e
zigomi.
La sempre crescente richiesta di filler per attenuare gli
effetti tipici dell'invecchiamento ha spinto negli anni alla
ricerca di un prodotto ideale per questa finalità e privo di
effetti collaterali.
Un impianto ideale consiste in una sostanza facile da conservare
e somministrare, biocompatibile, non tossica e che abbia una
buona durata nel tempo.
In base alla loro durata, i filler vengono classificati in
temporali e permanenti.
L'esperienza acquisita nel corso degli anni ha evidenziato gli
innegabili vantaggi dei prodotti riassorbibili, in quanto privi
di effetti collaterali permanenti.
Gli impianti temporali
Gli impianti temporali comprendono prodotti
caratterizzati dalla proprietà di essere riassorbibili nel
tempo. Si distinguono in biologici (collagene e acido
ialuronico) e sintetici (idrogel di nuova generazione a base di
alcool polivinilico).
Oltre al collagene animale bovino, capostipite dei filler
riassorbibili, il cui uso è andato via via diminuendo per la
possibilità di reazioni allergiche (e di conseguenza la
necessità di eseguire un test preliminare) e la scarsa durata,
in commercio si trovano attualmente un collagene animale suino e
un collagene umano.
L'acido ialuronico è uno zucchero, presente in tutte le
specie animali e, non possedendo specificità per specie o
tessuto, non dà luogo a reazioni allergiche e quindi non
richiede test. La sua capacità di captare acqua è indispensabile
nella manutenzione del turgore della pelle. Possiede una vita
medio-corta ed è metabolizzato dal fegato. Per aumentarne la
durata si combina con varie altre molecole sciolte in acqua, per
arrivare alla formazione di un gel viscoso che, a seconda della
concentrazione, può rimanere nei tessuti dai 3 ai 9 mesi.
La durata del prodotto varia anche a seconda della profondità
del difetto trattato, dello stress a cui è sottoposto il tessuto
nel luogo di impianto, nonché della profondità e della tecnica
di iniezione.
Caratteristica del prodotto è la degradazione isovolemica, il
che significa che, mentre alcune molecole di acido ialuronico si
degradano, le altre molecole richiamano più acqua, mantenendo
inalterato il volume dell'impianto fino alla degradazione totale
del materiale.
Oltre al collagene e all'acido ialuronico vengono classificati
tra gli impianti temporali anche il tessuto adiposo autologo,
ovvero l'impianto di grasso prelevato da una zona donatrice,
l'idrossiapatite di calcio, l’acido polilattico e l’alcool
polivinilico.
Al gruppo degli impianti permanenti appartengono sostanze
che non vengono riassorbite dall’organismo. Questi prodotti, di
cui il silicone è stato il capostipite, dovrebbero avere il
vantaggio di risolvere il problema clinico in forma definitiva.
In realtà è ormai noto il fatto che i cambiamenti del viso sono
condizioni dinamiche, difficili da risolvere in maniera
assoluta. L’utilizzo di queste sostanze, che sono dei
metacrilati, comporta un elevato rischio di effetti avversi,
quali indurimenti e formazione di noduli infiammatori, nonché la
migrazione locale del prodotto.
Prima di sottoporsi a qualsiasi impianto di filler è importante
un’accurata visita medica, che escluda le eventuali
controindicazioni alla metodica. Rappresentano controindicazioni
assolute le infezioni attuali nel luogo o in vicinanza
dell’impianto, le malattie del collagene, le alterazioni della
coagulazione congenita o acquisita, le malattie del sistema
immunitario, l’herpes labiale attuale o ricorrente, le allergie
conosciute al prodotto o ai suoi derivati.
Condizione di partenza ideale per l’impianto di un filler è
un’età compresa tra i 30 e i 50 anni, ma si possono avere grandi
miglioramenti anche su pelli più attempate o molto giovani, con
cicatrici o profonde rughe di espressione. Più importante è lo
stato della pelle: quelle ben curate, specie se secche e
sottili, sono più facili da correggere rispetto a quelle grasse,
a grana più spessa, dove occorre iniettare una maggiore quantità
di prodotto. Inoltre, bisogna tenere presente che con il caldo e
l'esposizione solare i filler riassorbibili durano meno.
Una volta spianate le rughe (che comunque non scompaiono mai
completamente) o ripristinati i volumi, l'espressione risulta
distesa. In pratica si può dimostrare qualche anno di meno.
Nulla possono, invece i filler contro il rilassamento cutaneo
marcato.
Per gentile concessione della Dr.ssa Tiziana Lazzari
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